Ravenna, “la città dei mosaici”
Potete iniziare il vostro viaggio uscendo dalla SS 16 all’altezza di Ravenna per una visita alla città. Ravenna nacque nel V secolo a.C. e fu abita dagli Umbri, popolo che rimase indipendente a causa della zona paludosa che circondava il centro abitato e che rendeva difficile l’accesso. Conquistata dai Romani, acquistò molta importanza al tempo di Augusto perché fu fondato il porto di Classe, sede della flotta romana dell’Adriatico. Ravenna diventò per tre volte capitale: dell’Impero Romano d’Occidente (402-476 d.C.), del Regno Ostrogoto di Teodorico (493-540 d.C.) e dell’Esarcato di Bisanzio (584-751 d.C.). Proprio per questa sua importanza furono costruiti grandi monumenti voluti dai sovrani che si succedettero nel tempo. Soprattutto al tempo dell’Imperatore di Bisanzio Giustiniano (527-565 d.C.) la città si arricchì di grandi monumenti come la splendida Basilica di San Vitale. Giustiniano creò l’Arcivescovado di Ravenna che assunse una posizione di indipendenza dal Papato di Roma e ciò suscitò numerosi contrasti religiosi. Ravenna ebbe seri problemi idrogeologici per l’abbassamento del suolo e la diffusione di paludi che solo in seguito furono risolti. Nel 751 cadde l’Esarcato Bizantino e la città passò sotto il controllo prima dei Longobardi e poi dell’Impero di Germania. Nel 1109 la città diventò libero comune sotto la guida della famiglia dei Traversari, ma nel 1275 la famiglia dei Da Polenta istituirono una signoria che durò fino al 1441, quando Ravenna passò sotto il dominio della Repubblica di Venezia. Infine nel 1509, dopo la battaglia di Agnadello, la città diventò parte dello Stato Pontificio che la tenne fino al 1861 con la nascita del Regno d’Italia. Per la grande sua grande storia e per lo splendore dei suoi monumenti Ravenna nel 1996 è entrata nella lista del Patrimonio dell’Unesco con la seguente motivazione: “L’insieme dei monumenti religiosi paleocristiani e bizantini di Ravenna è di importanza straordinaria in ragione della maestria artistica dell’arte dei mosaico. Essi sono inoltre la prova delle relazioni e dei contatti artistici e religiosi di un periodo importante della storia della cultura europea”. Sarebbe lungo l’elenco dei monumenti di grande valore della città e degni di essere visitati, ma ne indichiamo per brevità solo alcuni: Mausoleo di Galla Placidia, la Basilica di San Vitale e S. Apollinare Nuovo. Conclusa la visita della città inseritevi nella SS 253 in direzione di Russi per recarvi a Faenza.
Faenza, città della ceramica
Sono incerte le origini di Faenza, che in epoca storica fu abitata da popolazioni celtiche e diventò alleata di Roma durante la Seconda Guerra Punica tanto da essere chiamata “Flaventia” (cioè città amica). Durante l’Alto Medioevo la città non corse rischi di invasione per la vicinanza di Ravenna che proteggeva tutto l’entroterra. Nell’XI secolo fu governata come comune libero da un console e da un podestà straniero. Fu coinvolta nelle complesse lotte tra Guelfi e Ghibellini ed in città si distinse la famiglia dei Manfredi che nel 1313 fondarono una Signoria ed in seguito favorirono uno sviluppo economico soprattutto nella produzione di ceramica famosa in tutta Europa tanto che il nome Faenza diventò sinonimo di oggetti in maiolica. Tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento, dopo un breve dominio prima di Cesare Borgia e poi di Venezia, Faenza insieme a tutta la Romagna passò sotto il dominio dello Stato Pontifico che lo mantenne fino all’annessione al Regno di Sardegna del 1860, che l’anno successivo diventerà Regno d’Italia. Tra i monumenti più significativi di Faenza segnaliamo il Duomo di San Pietro Apostolo e Palazzo Manfredi. Conclusa la visita recatevi all’Azienda Vinicola Spinetta, Via Pozzo 26 di Faenza per una visita di degustazione da prenotare preventivamente.
Storia del Trebbiano di Romagna
Sull’origine del vitigno Trebbiano di Romagna si hanno notizie incerte e secondo alcuni risalirebbero all’epoca dei Romani. Documenti certi sono invece quelli che danno notizia di questo vitigno alla metà del Quattrocento. La vaorizzazione di questo vino è avvenuta alla metà del secolo scorso quando i produttori si sono impegnati nello sfruttare le notevoli qualità che lo distinguono da altri Trebbiano prodotti in altre regioni. Infatti per merito dei terreni argillosi di pianura e e per la struttura calacarea e arenaria della collina si ottengono Trebbiano corposi con gradazioni alte per un vino bianco. La zona di produzione si trova in entrambi i lati della Via Emilia da Bertinoro a Forlì più a Sud, più a Nord nei comuni di San Pietro in Vincoli, Bagnacavallo, Lugo, Massa Lombarda e in altri comu i fino alle porte di Bologna. La fermentazione e l’affinamento avvengono in vasche di acciaio per un breve periodo prima di essere messo in bottiglia.
Caratteristiche del Trebbiano di Romagna
Il vino si ottiene da uve del vitigno Trebbiano in purezza, oppure con Trebbiano (almeno 85%) e da altre uve a bacca bianca dell regione (massimo 15 %). Il vino ha un colore giallo paglierino, un profumo deciso, vinoso e un sapore fresco e armonioso. Deve avere una gradazione minima di 11 gradi, ma in commercio si trova quasi sempre con 12-13,5 gradi. Può essere invecchiato anche fino a 3 anni.
Abbinamenti
Il Trebbiano di Romagna si può abbinare con primi piatti di pasta o di risotti a base di verdure o di pesce e con formaggi freschi. Ma per la sua struttura corposa l’abbinamento ideale è con piatti di pesce: grigliate, fritto misto o pesce azzurrodell’Adriatico alla griglia. E’ un abbinamento classico quello con un piatto tipico romagnolo: brodetto di pesce alla romagnola.
Storia dell’Azienda Vinicola Spinetta
L’azienda, nata solo di recente nel 2012, è condotta dalla famiglia Monti. Luciano, il titolare, è coadiuvato da validi collaboratori, soprattutto l’enologo Sergio Ragazzini, e mira a valorizzare i vitigni di Romagna nel rispetto della tradizione. Nei suoi 23 ettari coltiva con successo Sangiovese, albana e soprattutto Trebbiano che danno lustro ala sua attività. Egli cura diretamente tutte le fasi della lavorazione per ottenere il meglio dai vitigni coltivati. Per dare possibilità di conoscere la bontà dei suoi vini, in particolare il Trebbiano, nella bella stagione organizza visite di degustazione alle quali anche voi potete patecipare, ovviamente prenotando preventivamente.